LA VACCINAZIONE NEL GATTO

I protocolli vaccinali nel gatto possono essere molto più variabili rispetto a quelli del cane, per la diversità di risposta immunitaria delle due specie, della vita che conducono, della risposta al farmaco. I protocolli vaccinali vanno stabiliti dal veterinario, a seconda dell'ambiente nel quale il vostro gatto vive e quindi della possibilità che ha di venire a contatto con l'agente di malattia; ad esempio, per quanto riguarda la vaccinazione per leucemia, essendo una malattia che si contrae venendo in contatto ripetutamente con gatti infetti (anche asintomatici), essa ha un significato solo nei gatti che vengono in contatto con i loro simili. Il "rischio leucemia" per un gatto che vive esclusivamente in casa è semplicemente assente.

PANLEOCOPENIA
LEUCEMIA FELINA VIRALE
MALATTIE RESPIRATORIE
CLAMIDIOSI
    

PANLEOCOPENIA

• Descritta sin dagli anni ’30, la Panleucopenia Felina è una malattia infettiva del gatto, sostenuta da Parvovirus. Presenta alta contagiosità ed elevata letalità nei giovani ed è caratterizzata da un’intensa leucopenia (riduzione del numero di globuli bianche circolanti), accompagnata da forti enteriti. La fonte più importante di contagio è rappresentata dalle feci di animali infetti in forma acuta, poiché il virus è molto resistente al calore, e dalle urine di animali infettati anche tempo addietro, in quanto l’escrezione del virus con le urine continua per lungo tempo. Si può avere l’escrezione del virus anche da parte di gatti che non presentano sintomi (soggetti con forme asintomatiche, soggetti convalescenti o gattini infettatisi in utero). Un’ulteriore possibilità di contagio sarebbe forse rappresentata dalla trasmissione dell’infezione tramite vettori passivi, cioè attraverso pulci a loro volta infettatesi da gatti viremici. Forma Gastro-Enterica: acuta nei giovani, può essere subclinica o paucisintomatica negli adulti, perché l’età dell’animale infetto è inversamente proporzionale alla gravità della malattia. Forma Nervosa: si può avere a seguito dell’infezione contratta dal gattino o in gravidanza o entro i primi 8 giorni dalla nascita. Comunemente si usano sia vaccini attenuati, che inattivati. I primi sviluppano una risposta anticorpale rapida e sono utili nel caso di soggetti a rischio, ma non nel caso di femmine gravide o di gattini sotto le 3 settimane di età; i secondi, invece, essendo più sicuri, sono i più utilizzati, anche per evitare possibili incrementi di biotipi virali. La formula vaccinale, in genere, è la seguente: 2 interventi a distanza di 3 settimane a partire dalle 10 settimane di età, con richiami annuali almeno nei primi anni di vita del gattino. Si può intervenire spesso con le vaccinazioni proprio perché il vaccino è inattivato e dà una buona immunizzazione di base; in seguito, diminuirà il rischio con l’aumentare dell’età.

 

LEUCEMIA FELINA VIRALE

• È una malattia provocata da un retrovirus (FeLV) che colpisce i gatti di tutte le età e che si trasmette da un gatto all’altro mediante l’ingestione di saliva, feci e urina di gatti infetti. È particolarmente diffusa nei gattili o nelle colonie dove ci sono molti gatti che litigano, giocano, si leccano e condividono le ciotole. Non tutti gli animali che si infettano sviluppano la malattia, ma possono divenire portatori cronici del virus. In questi soggetti la malattia si può manifestare in seguito a eventi particolarmente stressanti che indeboliscono le difese immunitarie e consentono al virus di prendere il sopravvento. I segni clinici sono molteplici, per questo è consigliabile fare il test per la FeLV (eseguibile tramite un prelievo di sangue) ogni volta che un gatto libero di uscire manifesta sintomi clinici importanti.

 

MALATTIE RESPIRATORIE

• Le principali malattie respiratorie del gatto sono causate da due virus: l’Herpes virus (responsabile della rinotracheite virale) e il Calicivirus. Questi virus si trasmettono da un gatto all’altro per contatto diretto o per contatto di secrezioni respiratorie infette e determinano una malattia acuta più grave nei gattini, con sintomi quali starnuti, tosse, scolo nasale e oculare, febbre, inappetenza, difficoltà respiratorie, ulcere a livello di lingua e gengive. Un altro microrganismo (Chlamydia) può dare invece oculo-congiuntiviti. La profilassi vaccinale è fondamentale e molto efficace nel combattere queste infezioni.

 

CLAMIDIOSI

• La clamidiosi è una malattia a carattere infettivo provocata da un batterio ,Chlamydia psittaci var. felis. Chlamydia è primariamente un patogeno della congiuntiva oculare del gatto sebbene possa provocare sintomi respiratori per coinvolgimento delle vie aeree superiori spesso in co-infezioni con virus respiratori (complesso Herpesvirus, Calicivirus, Chlamydia). Studi epidemiologici mostrano che il 5-10% dei gatti ha avuto una recente esposizione con questo microrganismo, isolato comunemente dalla congiuntiva. Il 50% dei gatti colpiti ha un’età minore di 6 mesi. Gli anticorpi non sembrano essere protettivi, quindi sono possibili infezioni ricorrenti in gatti adulti e l’eliminazione del patogeno nell’ambiente può continuare per 8 mesi e occasionalmente più a lungo. Anticorpi materni sembrano proteggere i gattini contro l’infezione per un periodo di circa 5-8 mesi dalla nascita. Per l’instaurarsi dell’infezione è necessario il contatto diretto tra gatti tramite le secrezioni oculari infette oppure i microrganismi possono essere veicolati a livello della congiuntiva di animali suscettibili con lo starnuto.. I segni clinici coinvolgono inizialmante un solo occhio per poi passare ad entrambi e sono caratterizzati da congiuntivite con scolo oculare sieroso poi mucopurulento, blefarospasmo e chemosi molto marcata nei casi più acuti. A volte è possibile febbre e inappetenza. Secondariamente si può sviluppare iperemia e follicolite congiuntivale cronica fino ad arrivare ad ulcerazione della cornea. Spesso però la patologia è autolimitante e può risolversi senza trattamento. Quando è presente un coinvolgimento dell’apparato respiratorio sono possibili un modico scolo nasale, starnuti, tosse fino ad una polmonite subclinica molto lieve che di solito viene rilevata solo istologicamente… Il trattamento deve essere effettuato fino a due settimane oltre lo scomparire di tutti i segni clinici e durare nel complesso almeno 4 settimane; spesso occorre ripeterlo a cicli per evitare la comparsa di recidive. La terapia antibiotica in gruppi di animali o in colonie è spesso onerosa e riesce solo a limitare l’impatto clinico della patologia, ma non riesce ad eradicarla. In ambienti a rischio di Clamidiosi dove i gatti vivono in condizioni di sovraffollamento (pensioni, allevamenti o esposizioni feline) è quindi consigliabile la profilassi vaccinale.

Ambulatorio Veterinario Associato ORSINI Alberto & CIOCOIU Edward Gabriel

| viale Giovanni Bovio, 101/1 | 65124-Pescara (PE) | p.iva 01771630686

| site developed by simonEnrica @

Il mio stato
IN EVIDENZA: Quanti anni ha il tuo Cane?...ed il tuo Gatto?...vieni a scoprire come calcolare la vera età del tuo amico! L'età del Tuo Animale